vita sana e felice Ti sei mai chiesto cosa ci mantiene VERAMENTE in salute e felici lungo il corso di una vita ? Una recente indagine sulla cosiddetta Generazione Y ha portato come risultato che:

  • 80% ha risposto che l’obiettivo più importante della vita era diventare ricco
  • il 50% ha risposto che inoltre era importante diventare famoso

Leggendo ciò ci potrebbe venire da pensare che il lavoro è tutto ciò su cui dovremmo focalizzarci per essere veramente felici. Ma se invece cambiassimo punto di vista: invece di chiedere ai giovani cos – secondo loro – rende una vita veramente felice lo chiedessimo a coloro che stanno morendo ? Ecco, il risultato sarebbe sicuramente diverso, ma è sfalsato dal fatto che la memoria umana gioca brutti scherzi e cancella selettivamente alcune parti della nostra vita (e di certo non è al top della propria performance quando ci troviamo nella vecchiaia… ). Ci viene in aiuto l’Università di Harvard con lo studio sullo sviluppo adulto , che di fatto è lo studio più lungo mai effettuato: per 75 anni sono state seguite le vite di 724 uomini anno dopo anno, chiedendo del loro lavoro, del loro quotidiano, della loro salute, lungo il percorso delle loro vite senza sapere come le loro storie si sarebbero evolute.

Allora cosa rende una vita sana e felice ?

Allora che cosa è emerso dal seguire per un’intera vita le vite di 724 uomini (un primo gruppo era composto da matricole dell’Università di Harvard e il secondo gruppo invece proveniva della periferia di Boston dove risiedevano el famiglie più svantaggiate e problematiche) ?

Le connessioni sociali fanno bene (e la solitudine uccide)

La prima risposta al quesito cosa rende una vita sana e felice è stato che le connessioni sociali ci fanno bene, dopo tutto l’uomo (come genere umano) è “un’animale sociale”. Le persone che sono socialmente più connesse alla famiglia, agli amici, alla comunità, sono più felici, più sane fisicamente, e vivono più a lungo delle persone che sono meno connesse. L’esperienza della solitudine risulta essere veramente tossica, le persone isolate dagli altri più di quanto vorrebbero sono:

  1. meno felici,
  2. la salute peggiora prima nella mezza età,
  3. il cervello comincia a cedere prima
  4. vivono vite più brevi

rispetto alle persone che non sono sole. Il fatto triste è che in Italia oltre un anziano su quattro (il 27,1% di tutti gli over 65 enni), vive da solo. Il fenomeno è rilevante soprattutto al Nord e interessa soprattutto le donne: infatti, mentre solo il 13,6% degli uomini di 65 anni ed oltre vive solo, tra le donne il dato è quasi tre volte maggiore (36,9%).

Conta la qualità delle relazioni, non la quantità

E’ la qualità delle tue relazioni che determina quanto felice sarai durante la tua vecchiaia. (vedi ricerca) –   Condividilo su

La seconda scoperta fatta dagli studiosi alla ricerca dell’essenza alla base di una vita sana e felice è stata che NON è solo il numero di amici che si ha, e nemmeno se si vive una relazione stabile o meno, ma è la qualità delle relazioni più strette che importa. Risulta che vivere in mezzo ai conflitti è molto nocivo per la nostra salute. I matrimoni molto litigiosi, ad esempio, senza abbastanza affetto, risultano essere nocivi per la salute, forse più di un divorzio. Vivere circondati di buone relazioni calorose è protettivo. Vivere circondati da cattive relazioni (astiose, con risentimento) è nocivo a tal punto che una volta che le persone sotto osservazione nello studio avevano raggiunto gli 80 anni, i ricercatori hanno voluto tornare sui dati raccolti su di loro quando ne avevano 50, per individuare quale fossero gli elementi che potevano predire che sarebbe diventato un ottuagenario felice e in salute. Con grande sorpresa dei ricercatori, non era il loro livello di colesterolo a dirci come sarebbero invecchiati, bensì il grado di soddisfazione delle loro relazioni ! Le buone relazioni intime proteggono dagli acciacchi della vecchiaia: gli uomini e le donne più felici della loro vita di coppia a 80 anni, hanno raccontato ai ricercatori che, nei giorni di maggiore dolore fisico, il loro umore si è mantenuto positivo. Invece, alle persone con relazioni infelici, nei giorni più difficili il dolore è sembrato più forte, ingigantito dal dolore emotivo.

Le buone relazioni fanno bene anche al cervello

La terza cosa che i ricercatori alla scoperta degli elementi chiave per una vita sana e felice hanno trovato è che le persone che hanno relazioni in cui sanno di poter contare sull’altro in caso di bisogno, hanno una memoria più acuta per più tempo. Le persone che vivono relazioni in cui sentono di non poter contare sull’altro, sperimentano un declino celebrale più precoce. Le buone relazioni non devono necessariamente essere sempre perfette. Alcuni coppie di ottuagenari possono bisticciare un giorno sì e un giorno no, ma finché sentono di poter davvero contare sull’altro quando le cose si fanno difficili quei litigi non scalfiscono per nulla i loro ricordi.

Ma perchè è così difficile ?

OK Alex, hai scoperto l’acqua calda: le buone relazioni fanno bene alla salute e al cervello, ma perchè è così difficile ottenere relazioni profonde e durature ? Beh, siamo umani e, in questo periodo storico più che mai, amiamo le soluzioni rapide (“toccala in questo modo e si trasformerà in una dea assetata di sesso”, “usa questa frase e rimorchierai quante ragazze vuoi”), la realtà è ben diversa: le relazioni umane sono caotiche e complicate, prendersi cura della relazione e metterla prima di tutto, costa energia costantemente tutti i giorni. Devi essere anche disposto a metterti in gioco assumendoti le tue responsabilità e imparando degli strumenti per relazionarsi e per andare in profondità, perchè – diciamoci la verità – a scuola non c’era il corso di “come creare relazioni autentiche e profonde” e ai boy scout non ci hanno dato “il manuale d’uso per le relazioni”. Lo scopo di questo sito è di condividere ciò che io (nel mio piccolo) ho imparato e gli errori che commetto strada facendo.

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